Cosa ci dicono i livelli di cortisolo

Gli esami del sangue rilevano valori di cortisolo elevati? Il dato va monitorato nel tempo: questo ormone, prodotto dalle ghiandole surrenali (poste sopra i reni), ci dice molto della nostra salute. Attenzione però: perché ci indichi la presenza di una patologia occorre che i suoi valori siano costantemente elevati. Per questo un solo esame non è sufficiente. «La secrezione del cortisolo», mi ha spiegato Andrea Lenzi, presidente della Società italiana di endocrinologia, «non è continua durante la giornata e presenta valori più alti nelle primissime ore del mattino che si riducono quasi ad azzerarsi nelle prime ore della notte, durante il sonno». Inoltre prima di ipotizzare la presenza di una patologia seria, il medico deve escludere altre condizioni che possono accrescere i livelli di cortisolo: ad esempio l’assunzione di alcuni farmaci come ad esempio i cortisonici usati per le malattie infiammatorie croniche. Inoltre deve escludere condizioni come il digiuno prolungato, l’ipertiroidismo, l’alcolismo, la depressione, l’obesità e la gravidanza che possono causare aumenti sensibili di cortisolo nel sangue.

A cosa serve il cortisolo

Ma esattamente cos’è il cortisolo? «Le sue funzioni fisiologiche sono molteplici», spiega Lenzi. «Insieme ad altri ormoni ci permette, in risposta a un forte stress psicofisico, di inibire le funzioni corporee non indispensabili in quel momento favorendone altre più importanti per la sopravvivenza, ovvero quelle cardiache e cerebrali, garantendo così il massimo sostegno agli organi vitali». Non a caso il cortisolo è definito l’ormone dello stress. Non solo: anche condizioni come il digiuno o un’attività sportiva molto intensa aumentano la sua produzione. Il cortisolo inoltre agisce sul sistema cardiovascolare, sul sistema immunitario, sull’equilibrio fra acqua e sali minerali, sul metabolismo osseo e sulla crescita corporea. Dal momento che gioca un ruolo cruciale in quasi tutte le funzioni corporee, il medico può richiederne il dosaggio per varie ragioni.

Quando è indice di condizioni serie

Escluse quindi cause temporanee e specifiche, un valore costantemente alto è invece segno di una condizione più seria. «Si parla in questo caso di sindrome di Cushing, conseguenza di una neoplasia generalmente benigna di una ghiandola surrenale, oppure di malattia di Cushing se la neoplasia ha colpito l’ipofisi, ovvero la ghiandola alla base del cranio responsabile della produzione di diversi ormoni, tra cui il cortisolo». Quando il cortisolo è sempre elevato a causa di una di queste due condizioni il corpo ne porta i segni: innanzitutto l’obesità, con adipe visibile soprattutto sull’addome, sul volto, sul collo, sul tronco. La cute diventa fragile con la tendenza alla formazione di ecchimosi. Le conseguenze sono anche muscolari: il paziente avverte stanchezza e minore forza. Nella donna il flusso mestruale è irregolare e nell’uomo i testicoli tendono a rimpicciolirsi. Possono poi presentarsi acne e complicanze cardiometaboliche come ipertensione e diabete. Nel bambino l’ipercortisolismo causa invece ritardo di crescita. «In ogni caso il disturbo colpisce tutte le età,ma sempre con una netta prevalenza nel sesso femminile», precisa Lenzi.

Quanto conta l’alimentazione

Le terapie? Farmacologiche o, nei casi più seri, chirurgiche. Tuttavia anche l’alimentazione può essere di supporto: «Considerando che il cortisolo agisce sul metabolismo», spiega l’endocrinologo, «un eccesso o un difetto di produzione richiedono che il paziente si sottoponga anche a una visita nutrizionistica per la valutazione del proprio regime dietetico». Del resto l’ipercortisolismo mostra un legame con la sindrome metabolica, condizione considerata ad alto rischio cardiovascolare caratterizzata da alterazioni metaboliche ed emodinamiche come l’aumento della glicemia e l’eccesso di peso corporeo in particolare a livello del grasso addominale, alterazione nei livelli di colesterolo e trigliceridi ed elevati livelli di pressione arteriosa.

Articolo tratto da BenEssere, dicembre 2016