L’impatto della menopausa sulla salute della donna è a oggi ancora sottostimato e poco riconosciuto, con una ancora minore sensibilizzazione sull’effetto della fine della fertilità nel percorso di longevità femminile. Nonostante l’aumento rapido dell’aspettativa di vita, non è ancora ben delineata una strategia per migliorare la qualità di questi anni guadagnati.
Una fase naturale? Sì, ma…
Secondo un’indagine Censis, condotta su oltre mille donne di età compresa tra i 45 e i 65 anni, tre su quattro considerano la menopausa un periodo naturale della vita. Il che è vero, ma attenzione: «La menopausa va rapportata all’aumento dell’aspettativa di vita e all’incremento del rischio delle cosiddette malattie non trasmissibili, che avviene con il passare degli anni», ha spiegato Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa, presidente eletto della Società internazionale della menopausa, a margine di un incontro di aggiornamento organizzato da Fondazione Onda lo scorso 4 ottobre a Milano.
Non solo tumori: anche il cuore…
I big killer della donna in questa fase di vita non sono soltanto i tumori ginecologici e della mammella, ma anche il diabete, l’obesità, l’ipertensione, l’aterosclerosi e la trombosi, che rappresentano fattori di rischio per gli eventi cardiovascolari e per la demenza senile. Uno studio uscito su Lancet Endocrinology and Metabolism nel 2022 aveva infatti definito la menopausa come una fase di transizione cardiometabolica che deve portare la donna e il medico ad allearsi con l’obiettivo di favorire i fattori essenziali per la salute cardiovascolare, tra cui attività fisica, astinenza dal fumo, peso regolare e livelli nella norma di glucosio, grassi nel sangue e di pressione arteriosa. «È necessario quindi far crescere la consapevolezza che serve prendersi cura della donna in menopausa in senso preventivo con uno stile di vita sano e anche con l’uso di terapie ormonali laddove necessarie», aggiunge Nappi. «Ciò rappresenta un importante tassello nel panorama sociosanitario del nostro Paese». Del resto la terapia ormonale sostitutiva (vedi box) è ormai considerata uno strumento sicuro e efficace.
Sintomi più o meno gravi
Spesso la menopausa è associata a una serie di disturbi più o meno severi, controllabili anche grazie a questa terapia, i più importanti dei quali sono le vampate di calore e i disturbi del sonno che hanno un notevole impatto negativo sulla qualità di vita, nonché sulla sfera relazionale e lavorativa. Inoltre possono essere presenti altri sintomi come senso di confusione mentale, stanchezza, palpitazioni, depressione, ansia, nervosismo, dolori osteoarticolari, cefalea, secchezza vaginale, calo del desiderio sessuale, gonfiore addominale, disturbi urinari, cistiti ricorrenti e aumento di peso.
Il cuore delle donne, così a rischio…
Meglio i rimedi naturali?
In presenza di tali disturbi da moderati a severi, in particolare di vampate di calore (presenti in circa il 40 per cento dei casi), le donne italiane ricorrono soprattutto a rimedi naturali mentre utilizzano la terapia ormonale sostitutiva in meno del 10 per cento dei casi, ritenendosi peraltro solo moderatamente soddisfatte dell’assistenza medica che ricevono. Ciò che molte non sanno è che proprio le vampate quando severe, frequenti e prolungate negli anni rappresentano un indicatore molto fedele di un rischio cardiometabolico legato all’infiammazione e allo stress.
Le terapie ormonali sostitutive. Secondo uno studio apparso su Circulation nel 2023, l’utilizzo come terapia ormonale sostituiva degli estrogeni, associati al progesterone o ai progestinici per proteggere l’utero, è efficace nel prevenire il rischio cardiovascolare e metabolico in donne che presentano sintomi vasomotori da moderati a severi. Esistono inoltre terapie a base di estrogeni coniugati equini senza progestinico che consentono di mantenere i benefici della terapia tradizionale con estrogeni, antagonizzando gli effetti di stimolazione su endometrio e ghiandola mammaria associati ai progestinici.