Sono 250/300mila le persone in Italia che hanno l’epatite C ma non lo sanno. L’infezione può essere infatti asintomatica e dunque l’unico modo per far emergere questo sommerso è solo quello di sottoporsi al test per l’individuazione del virus Hcv – di fatto un banale prelievo di sangue. La diffusione della pratica del test è un obiettivo fondamentale per raggiungere l’eliminazione dell’infezione, oggi possibile grazie a farmaci in grado di curarla in oltre il 90 per cento dei casi. In questa direzione in Italia, attraverso il decreto Milleproroghe, sono stati stanziati 71,5 milioni di euro per realizzare una campagna di screening gratuito su tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989, sui soggetti seguiti dai Serd (i servizi pubblici per le dipendenze) e i detenuti nelle carceri.

Con il Covid, calo degli screening

Questi dati sono stati al centro della campagna C come Curabile, promossa da Gilead con il patrocinio di associazioni pazienti, società scientifiche e di enti che operano nell’area delle malattie infettive, in occasione della Giornata mondiale contro l’epatite tenutasi lo scorso 28 luglio. L’obiettivo è anche quello di diffondere consapevolezza circa le modalità di contagio e sui comportamenti a rischio. Peraltro i dati ci dicono che con la pandemia le attività di screening, diagnosi e cura dell’epatite C hanno subito un importante calo, il che rappresenta un rallentamento nel percorso di eliminazione della patologia che rischia di allontanare l’Italia dagli obiettivi dell’Organizzazione mondiale della sanità.

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Le conseguenze dell’epatite C

In questo senso è fondamentale il coinvolgimento dell’intera popolazione ma con un occhio particolare agli over 50: si tratta questa della fascia di popolazione più a rischio di epatite C, dal momento che prima del 1989 il virus non era ancora stato scoperto e di conseguenza non si conoscevano né le modalità di contagio né le forme di prevenzione. Questo spiega perché molte persone di quella generazione hanno contratto il virus, e quindi la malattia, senza saperlo e senza conoscerne le gravi conseguenze: l’epatite C non curata può portare a cirrosi e al tumore del fegato.

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