In Italia ogni anno più di 850mila persone sono assistite dai servizi psichiatrici del Sistema sanitario nazionale. In particolare, nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della salute relativi al 2019 le pazienti donne che sono entrate in contatto con i dipartimenti di salute mentale sono quasi il doppio rispetto agli uomini. I dati vengono dalla recente presentazione della campagna Insieme per la salute mentale, promossa da Lundbeck Italia in occasione della Giornata mondiale della salute mentale che si terrà il prossimo 10 ottobre.

In aumento le diagnosi psichiatriche

Del resto anche a livello mondiale il numero di diagnosi è in continua crescita e la causa principale, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, va ricercata nei grandi e rapidi cambiamenti demografici globali degli ultimi dieci anni. A oggi sono quasi un miliardo le persone al mondo che convivono con uno di questi disturbi. Bambini e adolescenti non sono esclusi: secondo le stime dell’Oms tra il 10 e il 20 per cento degli individui di giovane età soffre di una qualche problematica neuropsichiatrica, più o meno lieve, che in molti casi si manifesta a seguito di eventi traumatici.

Le psicopatologie più diffuse

Le patologie psichiatriche più diffuse a livello globale sono la depressione, soprattutto nella popolazione femminile, il disturbo affettivo bipolare, la schizofrenia e la demenza. In Italia tra gli uomini i disturbi più frequentemente diagnosticati sono la schizofrenia, i disturbi della personalità, quelli causati da abuso di sostanze e il ritardo mentale, mentre tra le donne sono più presenti i disturbi affettivi, nevrotici e, appunto, le varie forme di depressione.

Le ricadute sui caregiver 

Le patologie psichiatriche hanno ricadute non solo sulla vita della persona che ne soffre, ma anche dei caregiver: «Questi disturbi hanno un impatto sulle famiglie, ma anche sulla società tutta, in primis sui posti di lavoro», ha detto in occasione della presentazione della campagna Massimo Di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria. «È quindi arrivato il momento di considerare la salute mentale come prioritaria cercando di superare lo stigma che ancora troppo spesso aleggia quando ad ammalarsi è la mente, il cervello e la persona». Purtroppo è proprio questo stigma a spingere il paziente e i suoi cari a non chiedere un supporto psichiatrico e psicologico.