Da tempo la prevalenza e l’incidenza dei disturbi del sonno mostrano un incremento in tutti i Paesi del mondo, specie in quelli sviluppati. In Italia il 30 per cento della popolazione ammette di non dormire bene e il 14 per cento non è soddisfatto del proprio riposo: i dati vengono da uno studio italiano del 2020 pubblicato Scientific Reports. «Invece uno condotto alla fine degli anni Novanta aveva stimato una prevalenza del 10,1 per cento di insonnia cronica», mi ha spiegato Francesco Fanfulla, responsabile dell’Unità operativa di medicina del sonno degli Istituti clinici scientifici Maugeri di Pavia e presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno.

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Perdita dei denti e sonno

Tra le cause meno note di un sonno di cattiva qualità c’è la cattiva salute dei denti e della bocca. In Italia sono infatti 7,5 milioni le persone che soffrono di dental sleep disorder. Ciò è legato al fatto che in chi presenta questi disturbi, a livello dell’orofaringe si possono verificare occlusioni che hanno come sintomo l’improvviso risveglio e il russamento, fenomeni che possono dar luogo a complicanze metaboliche, cardiovascolari e neurologiche. Ancor di più ne può soffrire chi ha pochi denti nella zona posteriore della bocca: tale forma di edentulia causa una diminuzione del volume nelle zone retrofaringee e quindi un’ostruzione delle vie aeree.

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Bruxismo, macroglossia e xerostomia

Un ulteriore disturbo dentale causa di patologie del sonno è il bruxismo notturno, che consiste nel digrignamento involontario dei denti e che può portare alla loro scheggiatura e frattura, con danni perfino dal punto di vista articolare. Anche la macroglossia, ovvero l’ingrossamento eccessivo della lingua, fa la sua parte nel disturbare i nostri momenti di riposo: anche una lingua voluminosa può ostruire le vie aeree e interrompere il sonno. Ci sono alcuni sintomi, infine, che possono essere indicatori di una qualità del sonno non ottimale derivata da problemi alla bocca, come l’ipersalivazione e la xerostomia.

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Disturbi frequenti nei bambini

Nei bambini queste cause sono evidenti: uno studio brasiliano del 2020 uscito su Sleep Science evidenzia come circa il 60 per cento dei piccoli pazienti tenda a respirare a bocca aperta e, tra questi, è stata constatata un’alta percentuale di malocclusioni, carie, bruxismo e apnee notturne ostruttive. Se la respirazione orale può favorire i disturbi del sonno, questa può anche causare un abbassamento del pH che genera una maggiore incidenza di carie. In pratica una relazione a due vie.

L’articolo completo su Farmacia News, settembre e ottobre 2023