Nel 2016 più del 40 per cento dei controlli eseguiti dalle Arpa, Agenzie regionali per la protezione ambientale, avevano rilevato un superamento dei limiti normativi: a evidenziarlo è il rapporto 2018 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra): «L’inquinamento acustico», vi si legge, «è uno dei principali problemi ambientali negli agglomerati urbani. Tuttavia l’attenzione da parte dei cittadini è elevata: circa 93 controlli su 100 sono stati svolti a seguito di esposti». Il rumore è infatti causa di molti disturbi: «Stimoli uditivi intensi possono indurre uno stato di iperarousal, cioè di allarme, con attivazione del sistema nervoso simpatico e del tono muscolare», mi ha spiegato in un’intervista Vincenzo Manna, docente di neurologia e neuropsicologia alla Sapienza di Roma. «Stimoli sonori intensi e ripetitivi possono facilitare infatti l’insorgere di stress cronico».

Stimola la neurogenesi

D’altro canto, come ho scritto in un pezzo sul tema uscito sul numero di aprile di Airone, secondo uno studio di Imke Kirste della Duke University (Usa) due ore di silenzio al giorno solleciterebbero lo sviluppo cellulare nell’ippocampo, la regione del cervello collegata alla memoria. «Vari studi hanno dimostrato come il silenzio stimoli la neurogenesi, cioè la formazione di nuove cellule nervose», mi ha confermato Bianca Pescatori, psicoterapeuta del Centro italiano studi mindfulness. Inoltre è dimostrato come esso contribuisca a controllare la pressione sanguigna, mantenga in salute il sistema immunitario e riduca i livelli di cortisolo, cioè il cosiddetto ormone dello stress.

La serenità del silenzio

Senza dimenticare gli effetti sull’umore: «Lo vedo all’uscita dalle lezioni di yoga e meditazione», mi ha detto Antonella Nardone, mindfulness counselor, formatrice e docente della Scuola di yoga mindfulness Il filo del sé: «I volti appaiono sereni e rilassati». Proprio chi come lei si dedica alla pratica della Vipassana, di ispirazione buddista, segue ritiri di una decina di giorni durante i quali può sperimentarlo: «Osservare il silenzio permette di entrare in contatto con il corpo e con le sensazioni, e scoprire quanto rumore c’è nella mente. L’impatto è positivo anche sulle capacità cognitive: dopo anni di meditazione si acquisisce maggiore intelligenza emotiva».

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