Un dolore fortissimo che si irradia da un fianco per poi scendere in basso verso l’inguine: le coliche renali sono tra le sensazioni dolorose più forti che un essere umano possa sperimentare, pari merito con quelle del parto. Contemporaneamente al dolore, che è generalmente intermittente con pause di qualche minuto, si manifesta nausea e talvolta vomito e febbre. Questo disturbo rappresenta un’esperienza molto comune, ma che certamente non si augura a nessuno. Spesso il paziente, che descrive la sintomatologia come una “coltellata” nel fianco, fatica persino a trovare una posizione che allevi il dolore. La causa? Una condizione che colpisce i reni e gli ureteri, cioè i condotti che collegano i primi con la vescica. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta della presenza di uno o più calcoli, ovvero agglomerati di sali minerali lungo le vie urinarie.

Visita ed esame delle urine

Quando il dolore viene avvertito vuol dire che il calcolo è uscito dalla sua sede di formazione: «In oltre il 90 per cento dei casi è questa la causa», mi ha spiegato Giuseppe Morgia, direttore della Clinica urologica dell’Università degli studi di Catania. La prova del nove, accanto alla palpazione del fianco per evocare il dolore, è l’esame delle urine: se a causare la colica è un calcolo può essere presente del sangue. In genere a provocare questa sintomatologia sono calcoli di piccole dimensioni che, spinti dal flusso, forzano le pareti delle vie urinarie causando sanguinamenti, dolore e, incuneandosi nell’uretere, possono ostacolare il passaggio dell’urina.

Fattori scatenanti e familiarità

Esistono soggetti più predisposti? «Sono stati descritti numerosi fattori di rischio come la familiarità, il sesso maschile, malformazioni urinarie e specifiche alterazioni metaboliche», aggiunge Morgia. Certo è che una persona particolarmente predisposta alla formazione di calcoli e quindi alle coliche dovrebbe eseguire degli accertamenti: «In particolare l’analisi della composizione dei calcoli, una volta espulsi, per poter applicare una prevenzione e una terapia mirata ad eventuali alterazioni metaboliche». In linea generale però cambiamenti negli stili di vita sono molto importanti: «È necessario un adeguato apporto di acqua, preferibilmente a basso contenuto di sodio, e una dieta bilanciata che preveda un moderato consumo di sale e proteine animali». Utile ridurre anche i grassi e gli ossalati, sostanze contenute in cibi come barbabietole, pepe nero, cacao, frutti di bosco, kiwi, spinaci e cereali.

punto esclamativoCome si eliminano i calcoli? Normalmente i calcoli che causano le coliche, di piccole dimensioni, vengono eliminati semplicemente urinando. Più il calcolo è piccolo e in prossimità della vescica, più aumentano le possibilità che ciò avvenga spontaneamente. Ma se non succede? «Il trattamento della litiasi reno-ureterale, cioè l’eliminazione dei calcoli urinari, prevede numerose strategie», spiega Giuseppe Morgia: «possono essere “sciolti” con una terapia farmacologica oppure eliminati chirurgicamente, in genere mediante una procedura mini invasiva spesso eseguibile per via endoscopica».

L’articolo completo su BenEssere, settembre 2018

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