Anziani ed epilessia: il binomio è ancora poco considerato. Specie dalla popolazione generale, che tende ad associare la patologia neurologica principalmente all’infanzia. Certo, tra bambini e adolescenti è effettivamente molto diffusa ma lo è ancora di più nella terza età: l’incidenza, infatti, raggiunge il suo picco massimo dopo i 75 anni con 180 nuovi casi l’anno per 100mila persone. «Un esordio di epilessia sopra i sessant’anni è un’evenienza comune, specie nel sesso maschile», spiega Laura Tassi, neurologa del Centro di chirurgia dell’epilessia dell’Ospedale Niguarda di Milano. «Le crisi epilettiche sono infatti il disturbo neurologico più frequente nell’anziano dopo le malattie cerebrovascolari e le demenze».
Epilessia e neuroinfiammazione
Un problema in crescita
Se è vero che nelle epilessie della terza età la causa genetica è più rara, alcune circostanze come la privazione di sonno e alcuni farmaci di uso comune possono evocare una predisposizione prima silente e provocare la prima comparsa delle crisi in tarda età. Su questo tema le questioni aperte sono molte: intanto occorre che i sistemi sanitari siano preparati a un incremento progressivo di queste forme, vista la crescita della popolazione anziana. Data la loro prevalenza, dunque, le epilessie a esordio tardivo hanno e avranno sempre più un impatto socio-economico rilevante, molto evidente nei paesi ad alto reddito.
Epilessia, regna ancora l’ignoranza
Terapie, pro e contro
Le terapie vanno scelte e modulate accuratamente, nella terza età: «Da un lato le persone anziane con epilessia hanno più probabilità di beneficiare dei farmaci anticrisi, tuttavia sono anche più sensibili ai loro effetti collaterali», spiega Carlo Andrea Galimberti, presidente della Lega italiana contro l’epilessia (Lice) e responsabile del Centro per lo studio e la cura dell’epilessia della Fondazione Mondino di Pavia. Non solo: «Negli over 75 le terapie anticrisi sono spesso assunte insieme a numerosi trattamenti per patologie concomitanti». E ciò aumenta il rischio di reazioni avverse.
Le opzioni terapeutiche in epilessia
I farmaci adatti per gli anziani
Fortunatamente tra i farmaci di nuova generazione ve ne sono alcuni che sono risultati particolarmente efficaci nel controllo delle crisi dell’anziano e peraltro ben tollerati: «Questi hanno spesso ridotti effetti indesiderati sedativi e sulle prestazioni motorie e cognitive, oltre a un ridotto potenziale di interazione con altri farmaci, tutti fattori da privilegiare nella scelta di un farmaco adatto alle persone in età avanzata», prosegue Galimberti.
L’epilessia è sottotrattata in Europa
Le crisi dell’anziano
Frequentemente le epilessie a esordio tardivo sono caratterizzate da crisi “focali” riconducibili senza equivoci a danni cerebrali causati da malattie cerebrovascolari, infettive, tumorali, degenerative, tra cui in particolare l’Alzheimer. Tuttavia il 25-50 per cento dei casi ha origine sconosciuta: queste crisi si presentano spesso in persone che godono di buona salute e sono caratterizzate prevalentemente da breve alterazione del contatto con l’ambiente e della consapevolezza, comportamenti rallentati o inappropriati, disturbi del linguaggio. Altre manifestazioni comuni sono rappresentate da crisi tonico-cloniche (volgarmente dette “convulsioni”) durante il sonno.
Epilessia: sottotrattamento e stigma
Rischio di diagnosi errate
Purtroppo il declino generale dell’efficienza cui va incontro una persona anziana quando le crisi sono frequenti può condurre a quadri di pseudo-demenza. E anche qui si presenta una criticità: talvolta queste epilessie non sono correttamente diagnosticate e ricondotte erroneamente a patologie cardiovascolari, cerebrovascolari o neurodegenerative. Una diagnosi attenta e un trattamento adeguato e tempestivo sono quindi particolarmente importanti.
Un impegno globale. Con oltre 50 milioni di persone colpite al mondo, l’epilessia è una delle malattie neurologiche più diffuse tanto da essere riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come malattia sociale. Nel 2022 l’Oms ha ratificato il Piano d’azione globale intersettoriale per l’epilessia e gli altri disturbi neurologici 2022-2031 che si impegna per un’assistenza sanitaria universale, per l’aggiornamento delle politiche nazionali con campagne di sensibilizzazione e la realizzazione di programmi per la promozione della salute del cervello e per lo sviluppo di legislazioni che promuovano la lotta allo stigma verso questa patologia ancora oggi causa di discriminazione per chi ne è affetto.