Patologia infiammatoria della pelle caratterizzata da lesioni eczematose e prurito, la dermatite atopica ha visto nel corso degli ultimi decenni un costante incremento di prevalenza: si calcola infatti che riguardi oggi il 20 per cento dei bambini e il 10 per cento degli adulti nei Paesi ad alto reddito. Ma qual è la relazione tra questa patologia, il microbiota intestinale e quello cutaneo?
In gravidanza e nell’infanzia
Uno studio italiano pubblicato nel 2022 sull’International Journal of Molecular Sciences da ricercatori del Dipartimento materno infantile e scienze urologiche della Sapienza di Roma e del Dipartimento di pediatria del Policlinico San Matteo di Pavia ha condotto su questo tema una revisione delle evidenze pubblicate nel corso dei dieci anni precedenti. «La nostra indagine», mi ha spiegato Caterina Anania, prima autrice dello studio, «ha valutato i paper che considerano la somministrazione di probiotici sia alla madre in gravidanza che al lattante».
Infiammazione cutanea e alimentazione
La risposta immunologica
Come ormai dimostrato da moltissimi studi clinici, il microbiota intestinale è in grado di modulare la risposta infiammatoria sistemica e quella immunologica influenzando lo sviluppo di sensibilizzazioni e di allergie. Molto è stato scritto in particolare a riguardo del ruolo protettivo dei probiotici sull’atopia: «I risultati più promettenti hanno riguardato in particolare l’efficacia nella prevenzione della dermatite atopica, e meno delle altre due componenti della triade atopica, cioè asma e rinite allergica», aggiunge la ricercatrice.
Il ruolo dei batteri
Accanto alla disbiosi e alla disregolazione immunitaria, la fisiopatologia della dermatite atopica vede coinvolti altri aspetti quali un’alterata funzione di barriera della pelle e diversi fattori genetici. I difetti della barriera cutanea possono essere legati a mutazioni che alterano la produzione della filaggrina, una proteina espressa dallo strato corneo della cute. È inoltre stato dimostrato che nei pazienti con dermatite atopica si assiste a una crescita fuori controllo di batteri quali lo Staphylococcus aureus, che colonizza circa il 90 per cento dei pazienti, e di Corynebacterium, insieme a una riduzione di altre popolazioni quali Streptococcus, Propionibacterium, Acinetobacter, Corynebacterium e Propionibacterium. A livello intestinale, invece, i pazienti mostrano un incremento di Escherichia coli, Clostridium difficile e Staphylococcus aureus insieme a una riduzione di batteri “buoni” quali lattobacilli e bifidobatteri.
Pelle, il ruolo del microbiota
Le azioni dei probiotici
«L’azione dei probiotici sulla prevenzione della dermatite atopica è a vari livelli», aggiunge Anania: «migliorano la funzione di barriera intestinale promuovendo la secrezione di mucina, che a sua volta limita il movimento dei batteri grazie alla creazione di un film di muco, favoriscono il contrasto ai patogeni incrementando la secrezione di peptidi antimicrobici, batteriocine e acidi grassi a catena corta e infine modulano il sistema immunitario bilanciando le riposte Th1 e Th2». Inoltre i probiotici sono in grado di incrementare la produzione di IgA nel tratto gastrointestinale. che protegge l’epitelio dalla colonizzazione dei patogeni.
L’articolo completo su Dermakos, novembre 2023