Ansia e stress sono i veri nemici dell’uomo occidentale. Secondo i dati del recente European Study on the Epidemiology of Mental Disorders (ESEMeD) sono due milioni e mezzo gli italiani che hanno vissuto disturbi legati allo stress nel corso dei 12 mesi precedenti all’indagine. Peraltro da una revisione di studi su questi temi, condotta all’università di Cambridge (Regno Unito), è emerso che per le donne il rischio di soffrire di disturbi ansiosi è doppio rispetto agli uomini. Le ragioni sembrano essere legate alle fluttuazioni ormonali che caratterizzano la vita delle donne in età fertile, e che possono incrementare i disturbi, e dunque anche alla gravidanza, durante la quale i picchi di estrogeno e progesterone hanno un ruolo centrale da questo punto di vista. Inoltre le donne sembrano più propense alla ruminazione, ovvero all’attivazione di pensieri continui e quasi ossessivi su situazioni spiacevoli.

I fattori che causano stress e ansia

Ma ovvio non è solo una questione di genere: esistono anche numerosi fattori congeniti. Alcuni studi hanno rilevato ad esempio che spesso i soggetti ansiosi hanno almeno un familiare che vive condizioni analoghe, non di rado connesse ad alterazioni della quantità di alcuni neurotrasmettitori. Il punto è che lo stress è parte della vita: dovremmo quindi imparare non tanto a evitarlo quanto a trasformarlo in un’esperienza in qualche modo utile a migliorarci.

Lo stress buono e lo stress cattivo

Da un lato esiste infatti uno stress buono: è quello che, in caso di emergenza, produce un’attivazione di tutte le risorse dell’individuo, fisiche e mentali, così da poter adottare comportamenti di difesa. In fondo è quello che capitava ai nostri progenitori minacciati dai predatori, ma anche a ciascuno di noi quando ci sentiamo attivi e pronti a svolgere un compito importante, come una gara sportiva o un’attività intellettuale complessa. Lo stress cattivo, o distress, è invece quello che si genera quando il pericolo non esiste o è solo nella nostra mente: in questo caso le reazioni di forte tensione sono del tutto inutili e aprono la strada a disturbi psichici e fisici non irrilevanti.

I sintomi dell’ansia

Laddove tra i sintomi psichici troviamo il costante senso di paura e pericolo, l’apprensione e l’incertezza per il futuro, l’irritabilità, la difficoltà a concentrarci e a ricordare, la stanchezza e la scasa lucidità mentale, sul piano fisico l’ansia può causare:

  • difficoltà a respirare e senso di oppressione al petto;
  • vertigini;
  • sensazione di perdita di equilibrio;
  • formicolii;
  • vampate di calore o di freddo;
  • difficoltà a deglutire e sensazione di nodo in gola;
  • bocca secca;
  • tachicardia;
  • sudorazione eccessiva;
  • tensione muscolare;
  • mal di testa;
  • tensione a collo e spalle;
  • difficoltà a dormire bene.