Raccontare storie di pazienti è un modo per parlare di patologia, ma sopratutto del fattore umano spesso trascurato dalle cartelle cliniche: la chiamano “medicina narrativa” e vuole essere uno strumento di sensibilizzazione, ma forse anche un passo in più verso una sempre maggiore umanizzazione delle cure. Oggi ho incontrato un gastroenterologo che ha la mia stessa patologia, e che la cura: sul mio blog di LinkedIn vi parlo dell’esperienza del dottor Alessandro Sartini, di cui condivido riflessioni e pensieri sull’essere medico e paziente con la malattia di Crohn.
Di medicina narrativa mi occupo con passione per campagne di disease awareness o per le testate con cui collaboro: qui, ad esempio, la storia di un’altra paziente con Crohn e qui di tante persone che parlano di malattia e di vita, di passioni e di speranze, di guarigione e di desideri.