La voce è il più prezioso strumento di partecipazione alla vita: che sia una chiacchierata tra amici, una telefonata di lavoro o la performance di un cantante, con essa lavoriamo, comunichiamo e diamo corpo alle nostre emozioni. Purtroppo, però, ci accorgiamo del suo valore solo quando viene a mancare. Oggi, infatti, la disfonia è oggi un problema spesso trascurato.

«Si stima che fino a una persona su tre possa incorrere in un’alterazione della voce transitoria o permanente almeno una volta nella vita», ha spiegato Francesco Mozzanica, direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano. «Questo rischio sale fino a ben oltre il 50 per cento per le categorie di professionisti che hanno un più intenso utilizzo vocale, lavorativo o artistico, come insegnanti, commercianti, impiegati, istruttori di fitness, centralinisti, attori e cantanti». Ciononostante, gli studi condotti sui pazienti disfonici ci suggeriscono che solo un quarto dei soggetti con problematiche vocali si rivolge agli specialisti per inquadrare il disturbo e intraprendere un percorso di cure adeguato.

La voce: prendiamocene cura

Il primo step è non ignorare i campanelli d’allarme: cali di voce, alterazioni del timbro oppure affaticamento a fine giornata. «L’innovazione tecnologica degli ultimi decenni ha rivoluzionato sensibilmente il modo in cui diagnostichiamo e gestiamo le patologie della voce», aggiunge Carlo Robotti, laringologo presso la stessa unità operativa. Con strumentazione diagnostica ad alta definizione è possibile infatti valutare le più fini alterazioni delle corde vocali. E quando il riposo vocale e la terapia medica non sono sufficienti, la moderna tecnologia viene in soccorso degli specialisti con soluzioni minimamente invasive. «Ad esempio», prosegue Robotti, «utilizzando strumentazione endoscopica flessibile possiamo eseguire procedure diagnostiche e terapeutiche complesse in anestesia locale, con massimo confort per il paziente e garantendo livelli di precisione paragonabili alla chirurgia tradizionale».

Una delle innovazioni più significative è l’introduzione nella pratica chirurgica dei laser a fibra ottica. Ad esempio il blue laser permette di operare con una precisione millimetrica, minimizzando il danno ai tessuti sani circostanti e accelerando sensibilmente i tempi di guarigione. Inoltre il futuro vedrà sempre di più l’applicazione della medicina rigenerativa alla cura delle corde vocali, utilizzando ad esempio le iniezioni di plasma ricco di piastrine (PRP), molto utili nei casi di cicatrici congenite o esiti di precedenti interventi chirurgici, in quanto possono restituire elasticità e funzionalità a questo organo, tanto fragile quanto prezioso.

Gli specialisti sottolineano, però, come la prevenzione abbia sempre e comunque un ruolo centrale. Con alcune semplici regole di igiene vocale è infatti possibile mantenere in salute la nostra voce, riducendo sensibilmente il rischio di sviluppare lesioni organiche. Ecco qualche consiglio:

  • Idratazione. Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno permette alle corde vocali di rimanere lubrificate;
  • Evitare di “raschiarsi” la gola. Ciò provoca uno sfregamento traumatico delle corde vocali, che crea irritazione e stimola la produzione di muco. Bere piccoli sorsi d’acqua può aiutare ad evitare questo comportamento dannoso;
  • Smettere di fumare. Abolire le sigarette, comprese quelle elettroniche, riduce irritazione, disidratazione, il rischio di lesioni benigne e addirittura tumori;
  • Evitare traumi e abusi vocali. Urlare o sforzare la voce in ambienti rumorosi può danneggiare le corde vocali;
  • Non parlare durante uno sforzo fisico. Gli sforzi importanti, come l’allenamento, la corsa, salire le scale e sollevare pesi, causano un’interferenza sulla coordinazione tra respirazione e vibrazione;
  • Non sussurrare. Il sussurro costringe le corde vocali a chiudersi strettamente e le sottopone a uno sforzo importante. Se la voce è stanca, è meglio restare in silenzio per un po’;
  • Attenzione all’ambiente. L’aria secca e gli ambienti polverosi irritano la voce: un umidificatore ambientale può essere utile;
  • Controllare la postura. Tensioni eccessive a livello del collo e delle spalle possono affaticare la voce;
  • Alimentazione e reflusso. Cibi piccanti, acidi o grassi possono causare reflusso gastroesofageo e faringolaringeo, irritando le corde vocali anche in assenza di sintomi evidenti. È inoltre consigliabile evitare pasti abbondanti prima di coricarsi;
  • Riposo vocale e prevenzione. Chi parla molto durante il giorno dovrebbe programmare 10-15 minuti di riposo vocale per permettere alla voce di recuperare le energie;
  • Non cantare o parlare quando c’è dolore. Il dolore è un segnale di stop. Se la gola fa male o se dobbiamo sforzarci per far uscire la voce, meglio fermarsi immediatamente e rivolgersi a uno specialista.

In particolare, occorre fare attenzione ad alcuni sintomi in presenza dei quali è bene rivolgersi a un otorinolaringoiatra specializzato in disturbi della voce:

  • Disfonia persistente, cioè quando la voce è rauca, sfiatata o indebolita per più di due settimane (specialmente se non associata a un raffreddore);
  • Dolore o sforzo. Come anticipato, qualsiasi dolore fisico alla gola durante o dopo l’uso della voce va segnalato al medico;
  • Rotture della voce, cioè quando la voce che “salta” o “si spezza” inaspettatamente o che si incrina di frequente;
  • Sensazioni anomale come un “nodo” in gola, difficoltà a deglutire, presenza di muco che non si riesce a eliminare;
  • Tosse con sangue. Quando capita, specie dopo uno sforzo vocale estremo come un urlo, potrebbe essere presente un’emorragia cordale, che rappresenta un’emergenza e richiede intervento medico e il silenzio assoluto.