Il cannabidiolo, componente non-psicoattivo della cannabis, sembra essere in grado di attenuare la sintomatologia di una forma di encefalopatia epilettica dello sviluppo che si dimostra resistente ai farmaci antiepilettici tradizionali: è quanto emerge da uno studio preclinico del Cnr recentemente pubblicato sulla rivista Epilepsia. In particolare la ricerca ha evidenziato che il trattamento con questo componente vegetale è in grado di ridurre i sintomi di un modello preclinico di encefalopatia epilettica dello sviluppo (DEE1): si tratta di una rara forma di epilessia pediatrica causata da mutazioni del gene ARX, che si manifesta in maggior misura nei primi mesi di vita e che colpisce in prevalenza i bambini di sesso maschile, causando frequenti crisi tonico-cloniche e grave ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio, con esiti a volte letali.
Le opzioni terapeutiche in epilessia
Riduzione delle crisi
«La nostra ricerca rappresenta la prima evidenza sperimentale dell’efficacia del cannabidiolo altamente purificato nel trattamento di questo tipo di epilessia infantile», spiega Lucia Verrillo del Cnr e prima autrice dello studio. «Attraverso la somministrazione del cannabidiolo per iniezione, siamo riusciti a ridurre la frequenza e la gravità delle crisi epilettiche spontanee nei modelli che esprimono la mutazione genetica, migliorandone così l’aspettativa di vita».
Epilessia, regna ancora l’ignoranza
Controllo della neuroinfiammazione
Più nello specifico, il cannabidiolo ha portato alla riduzione dei marcatori neuroinfiammatori e aiutato la microglia, cioè le cellule che proteggono e supportano le funzioni dei neuroni all’interno del sistema nervoso centrale, a ripristinare una forma normale. «Inoltre il trattamento ha permesso di modulare l’attività elettrica dei neuroni malati, agendo direttamente sui meccanismi di comunicazione e trasmissione sinaptica», aggiunge Maria Giuseppina Miano, ricercatrice del Cnr e coordinatrice della ricerca.
L’epilessia è sottotrattata in Europa
Contro la farmacoresistenza
Tutto ciò potrebbe avere un grande impatto pratico. «La rilevanza dell’azione del cannabidiolo nel contrastare l’ipereccitabilità dei neuroni affetti da mutazione del gene ARX incoraggia lo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico per le crisi epilettiche legate a questa patologia», afferma Sergio Fucile del Laboratorio di epilessia sperimentale dell’Istituto neurologico Neuromed di Pozzilli (Isernia), che ha collaborato allo studio. Ricerca che per questa ragione rappresenta un passo importante nello sviluppo di terapie che possano contrastare le epilessie infantili rare, offrendo nuove prospettive di cura per bambini che al momento non hanno alternative terapeutiche efficaci.