Dormire bene consente di mantenerci in salute, con effetti positivi a livello cardiovascolare, neuropsichiatrico e non solo. Eppure sappiamo che l’insonnia è un problema che attanaglia le vite di molti, specie in Occidente e oggi. Ma quali sono i danni di un sonno non ristoratore?
1. Memoria e concentrazione
Secondo due ricercatori italiani dell’Università del Wisconsin-Madison, Chiara Cirelli e Giulio Tononi, il sonno è il prezzo da pagare per la plasticità neuronale. Del resto è ormai assodato il ruolo della qualità del sonno su funzioni cognitive come la memoria, l’attenzione, l’apprendimento e la capacità di ragionamento: l’insonnia le danneggerebbe forse a causa dell’attivazione di processi infiammatori.
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2. Disturbi psicotici
L’insonnia rappresenta un campanello d’allarme per l’esordio di disturbi psicotici in soggetti a rischio e di ricadute nei soggetti che ne soffrono cronicamente. La relazione tra disturbi del sonno e psicosi è bidirezionale: la patologia psichiatrica può causare disturbi del sonno e la presenza di disturbi del sonno può esacerbarne le manifestazioni cliniche.
3. Ictus ed eventi cerebrovascolari
«Nei soggetti con disturbi del sonno si assiste ad alterazioni del metabolismo con aumento del rischio di incremento ponderale, di sviluppo di diabete e di patologie cardio e cerebrovascolari», mi ha detto in un’intervista Francesco Fanfulla, responsabile dell’Unità operativa di medicina del sonno degli Istituti clinici scientifici Maugeri di Pavia e presidente dell’Associazione italiana di medicina del sonno. Uno studio caso-controllo condotto su 4500 partecipanti circa pubblicato su Neurology conferma che i disturbi del sonno sono associati a un maggior rischio di ictus. Nel complesso il rischio aumenta con l’accrescere del numero di sintomi di disturbo del sonno, fino a un 11 per cento in più per i partecipanti che presentano cinque o più sintomi.
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4. Patologie metaboliche e obesità
Tutto ciò ha molto a che fare anche con l’incrementato rischio di disturbi cardiovascolari rilevato in chi soffre di disturbi del sonno: alla base troviamo meccanismi in parte analoghi mediati, ancora una volta, anche dall’infiammazione sistemica. Uno studio pubblicato nel 2017 da un gruppo di ricercatori inglesi su 1600 pazienti aveva mostrato che la riduzione delle ore di sonno è correlata a un aumento del BMI e a un calo dei valori del colesterolo HDL, che contribuisce a proteggere il sistema cardiocircolatorio.
5. Ipertensione
Due pazienti ipertesi su cinque presentano sintomi di insonnia e le persone affette da disturbi del sonno hanno del resto un rischio di ipertensione arteriosa più alto del 300-500 per cento rispetto a soggetti non insonni indipendentemente da età, indice di massa corporea, diabete, consumo di alcool e fumo.
6. Patologie cardiache
L’insonnia aumenta il rischio di scompenso cardiaco. In un’ampia ricerca sul tema, pubblicata sullo European Heart Journal, studiosi norvegesi dell’Università di Trondheim hanno coinvolto 54mila persone di ambo i sessi, di età compresa tra 20 e 89 anni, e le hanno seguite per 11 anni. L’insonnia induce una forte stimolazione noradrenergica che provoca un cambiamento continuo del ritmo cardiaco. Tuttavia un’aumentata frequenza accresce il rischio cardiovascolare.
7. Osteoporosi
Studi osservazionali mostrano come il rischio di fratture accresce nelle donne che dormono poco e male. In particolare la carenza di sonno nelle donne che già in età giovanile hanno svolto professioni caratterizzate da turni notturni ha conseguenze sulla qualità del metabolismo osseo per tutta la vita, come illustra uno studio statunitense del 2022 uscito su Current Osteoporosis Reports.