Quasi 10 milioni gli italiani soffrono di dolore cronico di intensità moderata o severa, in pratica il 19,7 per cento degli italiani maggiorenni: il dato, pubblicato a fine 2023 in occasione del primo Rapporto Censis-Grünenthal Vivere senza dolore, è sempre attuale, visti i costi sociali ed economici di questa che ormai è a tutti gli effetti un’emergenze di sanità pubblica. Considerando l’insieme delle spese a carico dei malati, il costo delle prestazioni sanitarie a carico del Sistema sanitario nazionale, la mancata produttività dei pazienti, i servizi di assistenza di cui necessitano e le cure informali, il dolore cronico costa 6.304 euro in media all’anno per paziente.
Le strategie contro il dolore cronico
Patologia sottodiagnosticata
Ma il tema torna di attualità anche perché settembre è il mese dedicato alla sensibilizzazione su questo che da sintomo è sempre più considerato esso stesso una patologia. Proprio in occasione di questa ricorrenza una nuova indagine è stata recentemente presentata: è quella europea condotta da Censuswide e commissionata da Boston Scientific nel luglio 2024 in Italia, Regno Unito e Germania. Ciò che emerge in prima battuta è l’aspetto multidimensionale di questa condizione – spesso sottodiagnosticata e sottotrattata – definita come un dolore fisico persistente o ricorrente che dura più di tre mesi.
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I lati oscuri del dolore cronico
L’effetto invalidante del dolore cronico sulla qualità della vita è infatti considerevole e riguarda vari aspetti. Ad esempio, oltre il 60 per cento dei partecipanti riferisce un’influenza negativa sulla propria salute mentale, con affaticamento (42 per cento) e stanchezza costante (49 per cento) come sintomi principali. «Il dolore cronico è una condizione complessa in cui i sintomi fisici e le difficoltà emotive e psicologiche sono strettamente interdipendenti», ha spiegato a margine della presentazione dell’indagine Marco Mercieri, direttore dell’Unità operativa di Terapia del dolore dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma.
Dolore cronico, pazienti dimenticati?
L’impatto della depressione
In Italia la situazione è particolarmente importante, con l’87 per cento di tutti gli intervistati che presenta sintomi di depressione, un dato estremamente elevato rispetto agli altri Paesi inclusi nello studio. Anche la privazione del sonno emerge come un fattore significativo: ne soffre ben il 97 per cento degli intervistati. I dati rivelano anche una lotta contro lo stigma e l’incomprensione, con risultati che evidenziano una marcata riluttanza a discuterne apertamente. Soprattutto tra le donne: il 22 per cento evita di parlarne, valore che scende al 15 tra gli uomini.
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Il problema del sottotrattamento
Nonostante oggi, con la giusta terapia, il paziente possa riprendere il controllo della propria vita, soltanto il 13 per cento degli intervistati in Italia si rivolge a medici e psicologi per un aiuto professionale. Ogni persona e ogni dolore sono infatti unici e vanno trattati con grande attenzione: i dati dell’indagine suggeriscono infatti che una terapia del dolore personalizzata, in collaborazione con un professionista sanitario, ha maggiori possibilità di successo.