Buone notizie per i diabetici e per il Sistema sanitario nazionale. Recenti dati dell’Associazione medici diabetologi mostra come stiano migliorando la qualità dell’assistenza e gli outcome di salute delle persone con diabete di tipo 2 assistite nei centri diabetologici italiani. Degli oltre 500mila pazienti monitorati ogni anno attraverso l’iniziativa Annali Amd, l’analisi dell’andamento dei fattori di rischio ha evidenziato che il 54,6 per cento dei soggetti ha valori di emoglobina glicata a target, il 23 per cento ha buoni valori di pressione arteriosa e il 34,3 per cento di colesterolo Ldl (quello “cattivo”).
Diabete e rischio cardiovascolare
Farmaci innovativi in crescita
Bene anche l’accesso alle cure farmacologiche innovative: rispetto alla precedente rilevazione, cresce la quota di pazienti in trattamento con inibitori SGLT2 dal 9,5 al 29 per cento, mentre passa dal 5,8 al 27,5 per cento quella di chi è in trattamento con GLP1-RA. «Nonostante il farmaco più prescritto resti la metformina, è di particolare rilevanza il dato sull’accesso ai farmaci innovativi, dalla comprovata efficacia in termini di riduzione del rischio cardiovascolare e renale, a beneficio della salute e qualità di vita», afferma Giuseppina Russo, coordinatrice del Gruppo Annali Amd. «I medici li prescrivono infatti con sempre maggiore favore».
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Miglioramento delle cure
Quest’anno la rilevazione Annali Amd ha coinvolto 295 centri di diabetologia, pari a un terzo del totale nazionale, e complessivamente più di 500mila persone con diabete di tipo 2, 37mila con diabete di tipo 1 e, per la prima volta, 11mila donne con diabete gestazionale. I risultati sul diabete 2 sono stati oggetto di una pubblicazione su Diabetes Research and Clinical Practice, che ha sottolineato la validità scientifica e metodologica della misurazione. In generale, si evidenzia un progressivo e continuo miglioramento della qualità delle cure erogate nel nostro Paese. Aspetto questo particolarmente rilevante dal momento che gli standard e i parametri di riferimento utilizzati per la misurazione sono diventati molto più stringenti, in accordo con le linee guida internazionali.
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Riduzione delle complicanze
Il progressivo miglioramento delle cure e dei trattamenti erogati nei centri diabetologici monitorati dagli Annali Amd emerge anche osservando i risultati del Q-score, l’indice che misura la qualità dell’assistenza. Infatti più del 60 per cento delle persone con diabete 2 ha un Q-score maggiore di 25, che corrisponde a un adeguato livello di assistenza con benefici diretti sulla salute complessiva e sulla riduzione delle complicanze per i fattori di rischio.