Forse un giorno la sordità potrà essere curata con i farmaci: è quanto fa sperare uno studio, pubblicato a ottobre dallo European Journal of Neuroscience e condotto da studiosi dell’Università di Rochester (Usa), secondo il quale alcuni principi attivi potrebbero essere in grado di stimolare la rigenerazione di cellule dell’orecchio interno andate distrutte nelle persone sorde. Frequentemente infatti nei soggetti che hanno subito traumi acustici ripetuti, in quelli affetti da alcune malattie che colpiscono le strutture nervose alla base dell’udito e più semplicemente in molti anziani la sordità è causata proprio da un deterioramento delle cosiddette cellule ciliate, che hanno funzione di recettori sensoriali.

Giovani sempre più sordi…

Abbiamo detto traumi acustici: sempre più spesso, e gli otorinolaringoiatri lo vedono anche nei giovani, la riduzione dell’udito (o ipoacusia) è causata da un’esposizione prolungata a suoni eccessivi. Non ci sono solo quelli prodotti in luoghi di lavoro come fabbriche e cantieri: purtroppo anche la cattiva abitudine di ascoltare musica ad alto volume ha un suo peso. Stesso discorso per le discoteche, dove i decibel sono spesso troppo elevati, e i concerti. Del resto che il problema del calo di udito riguardi spesso giovani e giovanissimi è stato dimostrato anche da dati dell’Organizzazione mondiale della sanità: delle 360 milioni di persone al mondo che soffrono di cali dell’udito un 9 per cento è costituito da bambini e ragazzi di meno di 15 anni di età.

Come le orecchie si difendono

Le nostre orecchie, infatti, sono tendenzialmente inermi. Quando infatti un lampo luminoso ci abbaglia, le nostre pupille si restringono per difendere gli occhi. Il sistema di autoprotezione di cui sono dotate le orecchie è analogo, ma non riesce a contrastare rumori particolarmente forti: «Si chiama riflesso stapediale», mi ha detto Antonio Pirodda, ordinario di Otornolaringoiatria all’Università di Bologna: «in presenza di uno stimolo di forte intensità un piccolo muscolo collegato alla staffa, il primo dei tre ossicini che trasmettono il suono, si contrae provocando un irrigidimento del sistema di trasmissione e contrastando così il passaggio del suono dannoso verso l’orecchio interno». Questo però non basta a difenderci adeguatamente: pertanto il primo passo è l’educazione all’udito, con una maggiore consapevolezza circa i danni arrecati da suoni eccessivi.

L’articolo completo su Airone, dicembre 2018