Mal di schiena, dove e come sedersi

Il mal di schiena è uno dei disturbi più frequenti in assoluto. Basta pensare allo sforzo che compie ogni giorno: un individuo di peso medio che voglia sollevarsi da terra sui due piedi esercita infatti sulla colonna vertebrale (e in particolare sulle due ultime vertebre lombari e sulla prima sacrale) uno sforzo pari al sollevamento di 30 chili. In pratica come portarsi un bambino sulle spalle. Non stupisce che questo peso si traduca sempre più spesso in lombalgie e cervicalgie: quasi l’80 per cento degli adulti prima o poi ne soffre. Alcuni anni fa al Congresso nazionale della Società di chirurgia vertebrale di Roma esperti hanno parlato di almeno 15 milioni di persone che nel nostro Paese soffrono di mal di schiena e in particolare di lombalgie, discopatie, stenosi ed ernie del disco. Il tutto con enormi problemi sul piano socio-sanitario ed economico.

Da dove nasce il mal di schiena

La causa è la sedentarietà: quando i nostri antenati conquistarono la posizione eretta dovettero imprimere un grande sforzo alla loro schiena. Tuttavia questa “ginnastica” non creava loro alcun problema, dal momento che per sopravvivere erano costretti a molta attività fisica naturale che rinforzava la loro muscolatura. Il mal di schiena fece infatti la sua comparsa quando l’uomo si mise a sedere, riducendo l’attività fisica e con essa la massa muscolare necessaria a sostenere la colonna vertebrale. La colonna ha una curva a livello cervicale (parte alta), una dorsale (parte medio-alta), una ad altezza lombare (parte centrale) e una sacrale (parte bassa). Se la postura è scorretta si sovraccarica eccessivamente la parte lombo-sacrale, la muscolatura si irrigidisce e viene meno l’elasticità della spina dorsale.

Impariamo a sederci

Troppo spesso il nemico è in casa: frequentemente infatti sediamo su seggiole disagevoli e mal progettate oppure dormiamo su materassi troppo morbidi o troppo duri. Secondo i medici infatti nel 50 per cento dei casi a causare o peggiorare un mal di schiena ci si mettono anche gli oggetti di uso comune a cui affidiamo il nostro corpo: sedie, scrivanie, ma anche poltrone e materassi. La sedia deve permette di mantenere la posizione seduta comoda, evitando l’affaticamento della muscolatura dorsale e riducendo il carico sui dischi intervertebrali. La sua altezza dovrebbe essere regolabile in altezza da 42 a 55 centimetri e lo schienale deve poter essere inclinato a seconda dell’utilizzo. Divani e poltrone invece dovrebbero permettere di sdraiarci rispettando l’allineamento della colonna vertebrale. Naturalmente la testa deve avere un appoggio così come i piedi, che andrebbero stesi su un poggiapiedi. Meglio se schienale e seduta sono basculanti, così da permettere di indietreggiare e avanzare leggermente.

Articolo tratto da Salute senior (inserto di Io DonnaCorriere della Sera), 13 luglio 2017

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