Intestino e psiche, una cosa sola

Il mal di pancia la sera prima di un esame non è (solo) una scusa per stare a casa: lo stress, infatti, ha un peso determinante sull’intestino. Non è un luogo comune: «Esiste un vero e proprio sistema nervoso enterico, cioè intestinale, che vanta un numero di cellule nervose superiore a quelle del cervello, disseminate lungo tutto il tubo digerente e che garantiscono una funzione autonoma anche se ben coordinata col sistema nervoso centrale», mi ha spiegato Michele Cicala, responsabile dell’Unità di gastroenterologia ed endoscopia digestiva al Policlinico universitario Campus biomedico di Roma. «Queste connessioni servono a regolare il transito del cibo, le secrezioni di enzimi e l’assorbimento dei nutrienti, gli spostamenti di liquidi e di elettroliti e l’immagazzinamento di energia». La funzione del sistema nervoso enterico è quindi quella di monitorare il cibo che introduciamo: «Se gli alimenti sono riconosciuti come buoni, viene messa in moto la digestione, se è cattivo parte il meccanismo del vomito o della diarrea», aggiunge Giancarlo Caletti, direttore dell’Unità di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Università di Bologna.

DIGESTIONE DIFFICILE E REFLUSSO: cosa sono?

Quando qualcosa in questo delicato meccanismo non funziona sono stomaco e intestino a farne spesso le spese: sono i cosiddetti disturbi funzionali. «Si tratta di condizioni nelle ai sintomi non corrisponde un riscontro organico», precisa Cicala: «esami del sangue, ecografie, endoscopie sono assolutamente nella norma». Qualche esempio? La dispepsia, cioè la digestione lenta e fastidiosa, la sindrome dell’intestino irritabile con le sue varianti di stipsi e diarrea e molte forme di reflusso gastroesofageo. «Si tratta di patologie diffusissime, che hanno un impatto negativo sulla qualità di vita». In questi disturbi sono coinvolti anche i meccanismi di regolazione del dolore: «Così la persona può sentire mal di pancia anche se non c’è nulla di organico», aggiunge Caletti. Nella dispepsia invece a non funzionare è spesso il delicato meccanismo, coordinato dai “due cervelli”, di riempimento e svuotamento dello stomaco: «Se lo stomaco non impara a distendersi nel modo corretto il paziente avverte gonfiore e sazietà precoce», aggiunge Caletti. Ma naturalmente il legame va in due direzioni: stress, ansia e depressione accentuano i sintomi ma anche il disagio che nasce da un intestino o uno stomaco che fanno le bizze possono a loro volta incidere sulla psiche.

L’articolo completo su BenEssere, settembre 2016

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