Punture di insetti: quali i pericoli

Arriva la bella stagione e puntuali fanno la loro comparsa gli insetti, pronti a disturbare le giornate all’aria aperta. Ce n’è per tutti i gusti: api, zanzare, moscerini ma anche ragni e coleotteri. A volte semplicemente fastidiosi e invadenti, altre volte pericolosi per le loro punture. L’allarme lo lancia anche quest’anno FederAsma e Allergie, che in una nota spiega come 9 italiani su 10 almeno una volta nella vita vengano punti da un imenottero, gruppo di insetti di cui fanno parte le vespe. 8 su 100 possono invece sviluppare una vera e propria reazione allergica: «Gli insetti da cui stare alla larga sono api, vespe e calabroni», mi ha spiegato Patrizia Bonadonna, allergologa e immunologa all’Azienda ospedaliera universitaria di Verona: «il loro veleno può essere pericoloso in alcuni soggetti predisposti, e cioè anziani che assumono alcuni farmaci per la pressione e persone affette da mastocitosi, condizione che facilita reazioni allergiche abnormi». Purtroppo non è possibile fare un test per diagnosticare questa sensibilità: la possiamo scoprire solo dopo la prima o la seconda puntura. In ogni caso le reazioni alle punture di insetti sono diverse: «Si va da quelle locali, come l’orticaria e la formazione di rigonfiamenti talvolta anche importanti, a quelle sistemiche: ad esempio alcuni soggetti mostrano gonfiori in parti del corpo anche molto distanti dal luogo della puntura».

Shock anafilattico: come riconoscerlo

Quest’ultimo tipo di reazione può essere un segnale di una preposizione allo shock anafilattico: «Si tratta del tipo di reazione più violenta: va trattato infatti con la somministrazione d’urgenza di adrenalina. In quel caso», avverte Bonadonna, «è fondamentale chiamare subito il 118». In ogni caso chi è predisposto a reazioni allergiche dovrebbe sottoporsi al vaccino contro il veleno da imenotteri che, va detto, non è ancora gratuito in tutte le regioni italiane, come ha fatto notare la stessa FederAsma e Allergie. Quando invece la reazione è lieve, la terapia è a base di pomate cortisoniche e antibiotiche applicate insieme a del ghiaccio per ridurre il gonfiore. In alcuni casi il medico può anche prescrivere antistaminici per bocca.

L’articolo completo su Visto, 30 giugno 2016

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