Quando si parla di ictus, l’attenzione si concentra inevitabilmente sulla rapidità dei soccorsi, sulle terapie salvavita, sulla riabilitazione motoria e sul recupero delle funzioni compromesse. Esiste però un aspetto fondamentale della vita delle persone colpite che troppo spesso rimane nell’ombra: la sessualità. Per molti pazienti che sopravvivono a un ictus, infatti, il ritorno a una vita affettiva e sessuale soddisfacente rappresenta una delle sfide più complesse del percorso di recupero.

L’ictus rappresenta oggi una delle principali cause di disabilità nell’adulto. In Italia oltre un milione di persone convive con gli esiti di un evento cerebrovascolare e molte di loro affrontano difficoltà che vanno ben oltre le limitazioni motorie o cognitive. Da un punto di vista affettivo, la paura di un nuovo evento, le alterazioni dell’immagine corporea, la depressione, l’ansia, le difficoltà motorie, i disturbi della sensibilità, i problemi di linguaggio e i cambiamenti nei rapporti di coppia possono influenzare in maniera significativa la vita sessuale.

Ictus, occorre migliorare la gestione del post-evento: la spasticità è la conseguenza più invalidante

La letteratura internazionale evidenzia come la disfunzione sessuale sia una delle conseguenze più frequenti ma meno riconosciute dell’ictus. Secondo diverse revisioni, almeno metà delle persone colpite sperimenta problemi nella sfera sessuale dopo l’evento cerebrovascolare. In particolare quasi il 60 per cento dei sopravvissuti a un ictus riferisce una qualche forma di disfunzione sessuale e soltanto una minima parte considera soddisfacente la propria vita sessuale dopo l’evento. Particolarmente significativo è il dato relativo alle persone più giovani: una ricerca europea ha dimostrato che quasi un terzo dei pazienti con ictus ischemico in età relativamente giovane riferisce difficoltà significative nella vita sessuale a un anno dall’evento.

Tra i problemi più frequentemente segnalati figurano:

  • Negli uomini, disfunzione erettile: è una delle problematiche più frequenti tanto da colpire, secondo una review del 2021, dal 32,1 al 77,8 per cento dei pazienti maschi;
  • Nelle donne, alterazioni della lubrificazione, dell’eccitazione e della capacità orgasmica;
  • Per tutti, diminuzione del desiderio sessuale (interessa tra il 17 e il 42 per cento dei pazienti) e difficoltà di eccitazione: se ne parla qui e qui.

Tutto crea paura di riprendere l’attività sessuale e porta quindi a una riduzione della frequenza dei rapporti e dunque dell’intimità di coppia.

Nonostante questi numeri, molti pazienti riferiscono di non aver mai ricevuto informazioni specifiche sulla ripresa dell’attività sessuale mentre numerosi professionisti sanitari dichiarano di sentirsi poco preparati ad affrontare l’argomento. «È importante che i medici siano preparati a discutere apertamente di questi aspetti, fornendo informazioni corrette e rassicurazioni ai pazienti e ai loro partner», spiega Massimo Del Sette, direttore dell’Unità di neurologia e Centro ictus presso l’Ospedale policlinico San Martino di Genova. «Affrontare la sessualità significa occuparsi della persona nella sua globalità e contribuire concretamente al recupero della qualità della vita, che rappresenta uno degli obiettivi principali della moderna medicina dell’ictus».

Oggi sappiamo che la maggior parte delle persone che hanno avuto un ictus può tornare a una normale attività sessuale dopo un’adeguata valutazione clinica e nel rispetto delle indicazioni del proprio medico. In molti casi, il problema non è rappresentato da una controindicazione medica, bensì dalla paura, dalla mancanza di informazioni o dalle conseguenze psicologiche dell’evento. Per questo motivo le principali organizzazioni scientifiche internazionali raccomandano che la salute sessuale venga inclusa nei programmi di riabilitazione e nei percorsi di follow-up dei pazienti colpiti da ictus. Accanto agli interventi finalizzati al recupero motorio, cognitivo e linguistico, è necessario infatti prestare attenzione anche agli aspetti emotivi, relazionali e affettivi che incidono profondamente sulla qualità della vita.