Si parla poco di vasculiti, patologie rare e poco conosciute che colpiscono i vasi sanguigni di tutto il corpo. Nonostante abbiano una bassa diffusione, il loro impatto clinico, sociale ed economico è tutt’altro che trascurabile. Ma di cosa si tratta esattamente? Gruppo di patologie caratterizzate da infiammazione a carico delle pareti dei vasi sanguigni, le vasculiti possono insorgere…

  • Senza una causa nota (si parla di vasculite primaria);
  • Per cause autoimmuni;
  • Come esito di processi infettivi;
  • In associazione a un’altra condizione patologica (vasculite secondaria).

Benché resti bassa, l’incidenza è però in crescita: si stima che le diverse forme colpiscano ogni anno tra le 20 e le 40 persone su un milione di ogni età, con variazioni significative a seconda della tipologia. In un contesto così complesso, è necessaria una gestione multidisciplinare per garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la malattia richiede.

Le vasculiti ANCA-associate

Una delle forme autoimmuni più rilevanti è rappresentata dalle vasculiti ANCA-associate, malattie rare di interesse prevalentemente reumatologico e nefrologico. Queste patologie, pur presentando manifestazioni cliniche diverse tra loro, hanno in comune la presenza degli autoanticorpi ANCA diretti contro specifici antigeni presenti nei neutrofili. «Queste vasculiti sono caratterizzate da un tasso di mortalità approssimativamente 2,3 volte più alto rispetto alla popolazione generale», ha spiegato Federico Alberici, direttore della Nefrologia agli Spedali Civili di Brescia a margine dell’evento Overview di sistema e prospettive terapeutiche per le vasculiti ANCA-associate, una patologia rara e invalidante, svoltosi a Roma la scorsa settimana.

Il rischio del ritardo diagnostico

L’incidenza annuale globale di questa specifica forma è stimata tra 1 e 3 casi ogni 100mila persone, mentre la prevalenza è tra 5 e 42 casi ogni 100mila. «La poliedricità della patologia causa ritardi diagnostici», prosegue Alberici: «in circa il 60 per cento dei pazienti, il tempo medio che intercorre tra l’esordio dei primi sintomi e la diagnosi finale è stimato in sei mesi».

I burden sociale ed economico

Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il documento Burden clinico ed economico delle vasculiti ANCA-associate in Italia: risultati dell’analisi del Registro Nazionale SDO, a cura del Centre for research on health and social care management della Sda Bocconi di Milano. Il documento, basato sui dati rilevati dalle schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute e focalizzato sulle prestazioni di ricovero, evidenzia…

  • Un significativo impatto in termini di risorse per il Servizio sanitario nazionale;
  • Un’elevata mortalità intraospedaliera;
  • Una notevole mobilità interregionale, indicatore di possibili disparità nell’accesso alle cure.

Solo quest’ultima è associata a un aumento dei costi di oltre 4mila euro per ogni singolo paziente. C’è insomma ancora molto da fare.