La diagnosi e la terapia dei tumori pediatrici fa progressi, in Europa: la sopravvivenza a cinque anni per tutte le neoplasie infantili nel periodo 2010-2014 è dell’81 per cento, tre punti percentuali in più rispetto agli inizi degli anni duemila. Questi dati – che vengono dalla sesta edizione di EUROCARE, il più ampio progetto di ricerca collaborativa sulla sopravvivenza al cancro in Europa – nascondono tuttavia molte differenze da paese a paese.

Ritardi diagnostici

A febbraio uno studio pubblicato da The Lancet child & adolescent health ha presento infatti i risultati del progetto BENCHISTA, coordinato dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano e dall’University College di Londra e condotto coinvolgendo oltre 11mila bambini che avevano ricevuto una diagnosi oncologica tra il 2014 e il 2017 in 27 nazioni. Dalla ricerca emergono in particolare disparità nella definizione dello stadio dei tumori pediatrici al momento della diagnosi, con conseguenze sul trattamento e sugli outocome.

Est e Centro Europa, le differenze

Ad esempio, nell’area geografica che comprende il Regno Unito e l’Irlanda i bambini con neuroblastoma vengono diagnosticati con forme più avanzate rispetto ai paesi del Centro Europa, dove i tumori sono generalmente individuati in stadi meno gravi. Inaspettatamente i ricercatori hanno inoltre evidenziato che i bambini dell’Europa dell’Est si presentano con forme meno avanzate di neuroblastoma rispetto ai pazienti dell’Europa centrale: i ricercatori hanno scoperto che questi ultimi al momento della diagnosi ricevono meno indagini per escludere la presenza di metastasi, con il risultato che, quando queste sono presenti, la terapia necessaria è più aggressiva.

Serve collaborazione internazionale

Le differenze emerse aiutano a comprendere come la tempestività nell’individuazione del tumore influenzi le possibilità di cura e di sopravvivenza. Ciò ha risvolti importanti sia per i piccoli pazienti e le loro famiglie sia per le politiche sanitarie globali. «La collaborazione internazionale è fondamentale per ottenere un confronto utile a comprendere le ragioni delle disparità nelle sopravvivenze», ha commentato a questo proposito Gemma Gatta, ricercatrice presso l’Istituto dei tumori.

I tumori pediatrici più diffusi. Prima dei cinque anni di vita è il neuroblastoma il tumore che colpisce con maggiore frequenza: origina dai neuroblasti, cellule presenti nel sistema nervoso simpatico, e rappresenta fino al 10 per cento di tutte le neoplasie di questa fascia di età. Se si considerano anche i bambini e ragazzi fino ai 14 anni è invece la leucemia il tumore più di diffuso, in particolare la forma linfoblastica acuta. Negli adolescenti dai 15 ai 19 anni, sono più frequenti i linfomi di Hodgkin a cui seguono i tumori della tiroide, le leucemie e i tumori delle cellule germinali, cioè quelle da cui si formano gli ovociti nella femmina e gli spermatozoi nel maschio.