Le maculopatie sono patologie oculari che interessano la macula, cioè l’area al centro della retina deputata alla visione nitida e dettagliata. Le più diffuse sono la degenerazione maculare legata all’età e l’edema maculare diabetico, che colpiscono principalmente le persone con più di 50 anni. A seconda di come la macula viene danneggiata si parla di degenerazione maculare legata all’età secca e neovascolare (o umida).

Una prevalenza importante

Questa seconda è la forma più avanzata e si caratterizza per la crescita incontrollata di nuovi vasi sanguigni anomali sotto la retina. Se non trattata, può provocare una perdita rapida e grave della vista. Circa 20 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di degenerazione maculare legata all’età neovascolare, che è la causa principale di perdita della vista negli ultrasessantenni. In Italia, colpisce prevalentemente la fascia d’età 65-69 anni e over 85 con un’incidenza rispettivamente del 2,1 e del 3,7 per cento. 

Macula e diabete

Anche l’edema maculare diabetico, grave complicanza del diabete di tipo 1 e 2, ha un impatto sociale enorme: al mondo colpisce circa 21 milioni di persone. A causarla sono gli alti livelli di glucosio nel sangue che deteriorano i piccoli vasi sanguigni della retina i quali, una volta danneggiati, sanguinano riversando liquidi nella macula. Questi, accumulandosi, provocano edema e quindi ipovisione.

Diabete e occhio, manca prevenzione

Le terapie e le criticità

Per sensibilizzare su queste tematiche e far emergere i bisogni non soddisfatti di pazienti e caregiver è stata lanciata la campagna Il tuo punto di vista conta. Non lasciare che le maculopatie ti fermino, presentata oggi a Milano e promossa con il patrocinio di diverse società scientifiche e associazioni pazienti. A oggi il trattamento principale per le maculopatie prevede l’utilizzo di farmaci anti-Vegf. Con questa sigla si indica il fattore di crescita dell’endotelio vascolare, una proteina che stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni. Nella maggior parte dei pazienti questi farmaci, somministrati attraverso iniezioni intravitreali, possono migliorare la visione se la diagnosi è stata precoce e il trattamento tempestivo. Tuttavia permangono ancora problemi legati alle somministrazioni frequenti di questi trattamenti e all’efficacia a lungo termine dopo la loro sospensione.

Agire sulla prevenzione

«Ciò che spaventa il paziente è che molti trattamenti per la maculopatia dovranno essere ripetuti per il resto della vita», spiega Francesco Viola, direttore dell’Oculistica presso il Policlinico di Milano. «Questo, unito al fatto che molti pazienti non sono autonomi, contribuisce a una riduzione dell’aderenza terapeutica con conseguente peggioramento della malattia». Queste patologie causano infatti una rapida perdita dell’autonomia, con un impatto notevole sia sulla quotidianità sia sulla psiche della persona e dell’intero nucleo familiare. Peraltro i sintomi delle maculopatie possono manifestarsi dopo molto tempo, a volte quando ormai la patologia è in stadio avanzato. È per questo che la prevenzione e la diagnosi precoce diventano un tassello fondamentale, così come l’informazione. Nonostante la diffusione di queste gravi patologie, ancora oggi esiste poca informazione e poca consapevolezza.