In Italia sono 6 milioni le persone con problemi alla tiroide, causa di patologie non gravi e curabili. La notevole diffusione di queste malattie nella popolazione e l’interesse sempre crescente da parte dei pazienti rende il tema della corretta informazione centrale. Per questo dal 25 al 31 maggio si celebra la Settimana mondiale della tiroide. «L’impatto e la diffusione di queste patologie sono notevoli», ha spiegato Marcello Bagnasco, coordinatore scientifico della Settimana mondiale della tiroide e presidente dell’Associazione italiana tiroide. Come sempre l’ampia disponibilità di informazioni online ha indubbiamente risvolti positivi, ma può anche portare alla proliferazione di informazioni inesatte o addirittura false e allarmistiche. Ecco allora qualche mito sulla tiroide da sfatare.

1. Il sale iodato non serve a controllare le patologie tiroidee.

FALSO! Un’adeguata nutrizione iodica consente di prevenire la maggior parte delle patologie tiroidee. La legge 55 del 2005 ha introdotto un programma nazionale di iodoprofilassi tramite l’uso del sale iodato che ha migliorato considerevolmente lo stato nutrizionale iodico della popolazione. Tutti possono usare il sale iodato, anche le persone con patologie tiroidee. Lo iodio infatti, contrariamente a quanto si crede, non si respira ma si assume attraverso l’alimentazione.

2. Le patologie della tiroide non sono frequenti negli anziani.

FALSO! Lo sono, ma con una sintomatologia peculiare e non sempre facilmente distinguibile e inquadrabile a causa della frequente presenza di altre patologie. Nell’anziano il dosaggio del TSH, l’ormone tireostimolante, non è l’unico controllo da fare: è quindi sempre consigliato rivolgersi allo specialista che valuterà se, quando e come intervenire con una terapia nel quadro globale di salute della persona.

3. La difficoltà a deglutire è un chiaro sintomo di problemi alla tiroide.

FALSO! In caso di fastidio o difficoltà alla deglutizione spesso si dà la responsabilità alla tiroide. Solo quando è molto ingrossata, e in particolare in presenza di noduli di grandi dimensioni, la deglutizione può essere difficile: generalmente, infatti, questo sintomo non è presente. È quindi sempre importante valutare la presenza di altri disturbi più comuni, come la malattia da reflusso gastroesofageo oppure una banale faringite.

I noduli alla tiroide, cosa sono

4. L’ansia è quasi sempre legata a un malfunzionamento della tiroide.

FALSO! Ansia, irritabilità e insonnia possono essere legati a un malfunzionamento della tiroide, in particolare all’ipertiroidismo, e possono quindi svanire con un’adeguata terapia. Tuttavia i disturbi dell’umore, e quindi anche l’ansia, sono molto diffusi nella popolazione generale e in genere hanno altre cause. In presenza di questi sintomi gli esami della funzione tiroidea consentono di escludere un legame con la ghiandola.

5. La tiroide secca, di cui si legge molto online, è un ottimo sostituto naturale dei farmaci a base di ormoni tiroidei prescritti per le malattie che colpiscano la ghiandola.

FALSO! Si tratta in larga parte di una fake news. Con il termine “tiroide secca” si indica un estratto di tiroide di maiale. Di per sé non è dannosa, tuttavia i preparati che la impiegano contengono quantità di ormoni tiroidei assai variabili e quindi poco controllabili. Inoltre il loro uso non presenta alcun vantaggio rispetto alle preparazioni di ormoni purificati e titolati con esattezza.

6. I bambini non soffrono di malattie tiroidee.

FALSO! La tiroide è un organo fondamentale per la crescita, e le malattie tiroidee possono manifestarsi già alla nascita. Da decenni viene effettuato alla nascita lo screening per l’ipotiroidismo, che consente diagnosi e trattamenti tempestivi così da consentire un normale sviluppo psicofisico. Anche altre patologie tiroidee simili a quelle dell’adulto possono insorgere già nell’infanzia e nell’adolescenza: sono tutte facilmente identificabili e curabili dal pediatra e dall’endocrinologo.