Non c’è solo il (non ancora ben dimostrato) pericolo di tumori causati dalle radiofrequenze dei telefoni cellulari. Gli smartphone, nonostante le minori emissioni potenzialmente dannose rispetto ai vecchi telefoni, possono avere altri svantaggi se non usati correttamente. Ad esempio…

Vista.

Bruciore e sensazione di corpo estraneo: sono i sintomi più frequenti della secchezza oculare, disturbo che oggi è legato spesso all’uso prolungato di smartphone e tablet. Questi infatti emettono luce abbagliante e impongono una prolungata visione da vicino, causa di ridotto ammiccamento (lo sbattere delle palpebre) e quindi di scarsa lacrimazione. Alcune semplici norme di igiene visiva, ad esempio pause frequenti, sono spesso sufficienti insieme all’uso di lacrime artificiali.

Sonno.

La luce emessa dagli schermi digitali è costituita in prevalenza da radiazioni luminose blu, tipiche dell’illuminazione diurna. Questa inibisce la produzione di melatonina, ormone che regola i cicli del sonno. Un’esposizione prolungata di sera può quindi avere un impatto sul costante incremento dei casi di insonnia a cui assistiamo oggi. Evitiamo quindi di usare lo smartphone prima di dormire o durante la notte e attiviamo l’opzione che riduce automaticamente la luce blu dopo le 21.00.

Udito.

Gli smartphone sono anche dispositivi per ascoltare musica. Peccato che gli auricolari, a differenza delle cuffie, sigillano il canale uditivo con una conseguente compressione dei suoni. Si ritiene che oggi più di 6 casi su 10 di ipoacusia nei giovani potrebbero oggi essere evitati con la prevenzione. Oltre a preferire le cuffie, è utile seguire la regola del 60-60: ascoltiamo la musica a non più di 60 decibel per un massimo di 60 minuti.

Traumi.

Lo smartphone non usato correttamente può essere causa di incidenti o microtraumi: restare con gli occhi incollati al suo schermo significa sottoporre la colonna cervicale a un peso che può toccare i 27 chili, secondo uno studio condotto al New York Spine surgery and rehabilitation medicine center. Ricercatori della Rutgers New Jersey medical school (Usa) hanno inoltre pubblicato su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery uno studio da cui si evince un incremento, nel corso degli ultimi vent’anni, di traumi a carico di testa e collo: «Molti di questi, legati spesso all’abitudine di messaggiare mentre si cammina, riguardano giovani tra i 13 e i 29 anni», scrivono gli autori.