La pelle è il nostro biglietto da visita: non è un caso se un problema che la colpisce, come la vitiligine oppure la psoriasi, ci faccia sentire diversi. Secondo gli psicologi è la parte superficiale della nostra psiche. Qualche anno fa un team di studiosi della University of St Andrews (Scozia) aveva dimostrato che tendiamo a giudicare a primo acchito come più sane le persone con una pelle del viso di un rosa intenso. In modo analogo, chi ha una pelle segnata tende a essere involontariamente percepito come malato, anche quando non è vero.

Pelle e sessualità

Un contesto critico è la sessualità: la pelle infatti testimonia la nostra disponibilità sessuale e il suo odore è un fattore centrale nell’attrazione. Tuttavia può esplicitare anche le nostre resistenze psicologiche: brufoli o vesciche possono essere la manifestazione psicosomatica di un desidero sessuale non accettato. «La localizzazione di patologie della pelle agli organi genitali, ma anche alle mani o al cuoio capelluto, ha peraltro un forte impatto sulla vita sociale del paziente», mi ha spiegato in un’intervista il dermatologo Piergiorgio Malagoli, già direttore del Centro Psocare del Policlinico San Donato (Milano). «I soggetti con patologie dermatologiche in queste aree sono quelli che più soffrono per la loro condizione». Così se non trattato da dermatologi e psicologi il problema può essere contemporaneamente causa e conseguenza, e non portare a una soluzione definitiva.

Dermatologia e psiche: 3 patologie

Tutte le patologie dermatologiche possono mostrare legami di causa o effetto con condizioni psicologiche o psichiche. Alcune però sembrano mostrare un legame particolarmente stretto. Eccone tre:
1. Alopecia areata. Causa perdita di capelli prodotta dall’aggressione del cuoio capelluto a opera del sistema immunitario, come tutte le patologie autoimmuni può essere scatenata anche da fattori psichici;
2. Dermatite atopica. Causa di arrossamenti, pruriti e desquamazioni, è la patologia dermatologica più diffusa tra i bambini: ne soffre circa il 3 per cento degli alunni delle scuole elementari, in particolare le femmine;
3. Iperidrosi emozionale. A chi ne soffre basta un’emozione per scatenare un errato coinvolgimento delle ghiandole sudoripare che producono quantità eccessive di sudore: ne consegue un disagio invalidante.

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