Li reputiamo una parte del corpo poco nobile e interessante, eppure i nostri piedi sono molto importanti e complessi. Non è un caso che lo scorso luglio studiosi americani abbiano pubblicato, sulla rivista scientifica Science Advances, una ricerca che ha analizzato quelli di un esemplare di Australopiteco arrivando alla conclusione che già 3,3 milioni di anni questi primati avevano piedi che consentivano loro movimenti molto articolati grazie ai loro alluci, analogamente a quanto avviene nell’uomo. Del resto è anche grazie ai suoi piedi, spiegano gli studiosi, che l’uomo ha adottato l’andatura eretta.

Il piede è anche organo di senso

A questi due miracoli dell’anatomia dovremmo dunque prestare maggiori attenzioni: «In uno spazio così ridotto contengono almeno 31 segmenti ossei connessi tra loro da almeno 22 articolazioni», mi ha spiegato Luigi Milano, responsabile dell’Unità operativa di chirurgia del piede e della caviglia all’Istituto Humanitas Cellini di Torino e presidente della Società italiana caviglia e piede. «Inoltre al movimento di ciascun piede sono deputati oltre quaranta muscoli, tra quelli contenuti nel piede stesso e nella gamba, senza dimenticare strutture nervose, vascolari, cutanee e sottocutanee». Non dimentichiamo poi che il piede è anche un organo sensoriale: raccoglie e trasmette al cervello informazioni relative al terreno su cui ci stiamo muovendo e alla nostra posizione nello spazio.

Le scarpe? Scegliamole bene

Trascorriamo la maggior parte del tempo con le scarpe ai piedi: la tipologia di calzature che scegliamo è quindi molto importante. Ecco quattro tipologie di scarpe che dovremmo evitare, se vogliamo assicurare benessere ai nostri piedi.
1. Scarpe femminili con tacchi molto alti. «Sono sconsigliabili, se non per brevi periodi», dice Milano. «Il motivo è che trasferiscono tutto il peso del corpo sull’avampiede, ovvero la parte anteriore, dando luogo a posture innaturali e scorrette della caviglia e delle dita».
2. Scarpe con suola e tomaia eccessivamente rigide. Non vanno bene per un uso quotidiano in quanto impediscono i naturali movimenti del piede e non ammortizzano in maniera adeguata, con possibili conseguenze anche sulla schiena.
3. Alcune calzature tecniche da lavoro. Per quanto non sia sempre possibile scegliere se e quando indossarle, anche alcune scarpe antinfortunistiche purtroppo sono poco fisiologiche: «Questo riguarda in particolare quelle molto pesanti e incapaci di ammortizzare gli urti al suolo durante il passo», dice Milano.
4. Scarpe con la suola molto sottile. «Possono creare problemi a causa della scarsa protezione che conferiscono al piede mentre camminiamo su superfici rigide», dice il chirurgo. «Il problema è ancora più evidente nelle persone con piede cavo».

L’articolo completo su BenEssere, giugno 2019