Talvolta l’esame del sangue può rilevare valori di cortisolo “sballati”: cosa significa? Questo ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, cioè collocate sopra i reni, ha molto da dire sul nostro stato di salute. Le sue funzioni sono molte: ad esempio in risposta a un forte stress fisico o psichico inibisce le funzioni corporee non indispensabili a favore di quelle cardiache e cerebrali, necessarie alla sopravvivenza. Del resto proprio il cortisolo è spesso definito “ormone dello stress”. «Inoltre agisce a livello del metabolismo dei grassi e favorisce la produzione di glucosio da parte del fegato», mi ha spiegato Paolo Vitti, presidente della Società italiana di endocrinologia. «Trattenendo il sodio, contribuisce al mantenimento della pressione arteriosa. Infine modula la risposta immunologica svolgendo un’importante azione antinfiammatoria».

Quando devono far pensare

Normalmente i valori preoccupanti di cortisolo sono quelli elevati: «Esiste infatti una condizione che causa deficit di produzione, ma si tratta di sindrome rara e dovuta a una patologia autoimmune del surrene talvolta associata a malattie della tiroide o alla vitiligine», aggiunge. Perché ci indichino la presenza di una patologia, occorre che i valori di cortisolo siano elevati e che lo siano costantemente. La secrezione di questo ormone, infatti, non è continua: presenta valori più alti nelle primissime ore del mattino, tra i 266 e 720 nmol/L (nanomoli per litro), che si riducono fino quasi ad azzerarsi con le prime ore della notte. Inoltre anche in caso di digiuno o dopo un’attività sportiva intensa la produzione aumenta.

A volte dipende dai farmaci

In ogni caso prima di sospettare una patologia occorre escludere, in presenza di un cortisolo sempre elevato, condizioni che possono accrescerne i livelli: ad esempio l’assunzione protratta di farmaci cortisonici usati per alcune malattie infiammatorie croniche. Inoltre bisogna sempre verificare che non siano presenti condizioni come l’ipertiroidismo, l’alcolismo, la depressione, il diabete e la gravidanza. «In assenza di una di queste, il medico prescrive il dosaggio ematico del cortisolo specie nel caso evidenzi segnali spesso legati a suoi valori eccessivi», prosegue il medico. Tra questi ci sono un aumento di peso con deposito di tessuto adiposo sul tronco e nella regione posteriore del collo, l’ipertensione arteriosa, l’osteoporosi oppure particolari smagliature rossastre sull’addome che potrebbero essere dovute a un eccesso di cortisolo a livello cutaneo che provoca assottigliamento della pelle. Possono far sospettare un’ipercortisolemia anche un’eccessiva stanchezza, irregolarità nel flusso mestruale nelle donne, un riduzione di dimensione dei testicoli negli uomini e, in bambini e ragazzi, un ritardo della crescita.

Come si misura il cortisolo

Il dosaggio del cortisolo è eseguito per mezzo di un prelievo la mattina a digiuno intorno alle 8 e senza aver assunto farmaci a cui può seguire un secondo nel pomeriggio verso le 17. Quando il dato è sempre elevato a diverse ore del giorno si sospetta la presenza di una sindrome di Cushing o di una malattia di Cushing. I due termini non sono intercambiabili: nel primo caso l’iperproduzione di cortisolo è conseguenza di una neoplasia generalmente benigna di una ghiandola surrenale, nel secondo la neoplasia ha colpito invece l’ipofisi, ghiandola alla base del cranio. Le terapie? Farmacologiche o chirurgiche, anche se talvolta la sola alimentazione aiuta. Quanto alla predisposizione, non ce n’è una specifica: «Va comunque detto», conclude Vitti, «che la malattia di Cushing è più frequente nelle donne dai 40 ai 60 anni». Un buon motivo in più per le donne in menopausa per fare attenzione alla salute.

punto esclamativoAlimentazione e stile di vita. «Evitare il sovrappeso è fondamentale», precisa Paolo Vitti: «l’aumento del tessuto adiposo accresce la quantità di insulina prodotta che a sua volta determina un aumento del cortisolo». L’ipercortisolismo mostra del resto anche un legame con la sindrome metabolica: condizione caratterizzata da aumento della glicemia ed eccesso di peso corporeo accompagnati da alterazioni nei livelli di colesterolo e trigliceridi e da pressione arteriosa elevata, questa sindrome è un fattore di rischio importante per le patologie cardiovascolari.

 

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